Parrocchia: vai dove ti porta il cuore (?)
È divenuta moda abbastanza diffusa quella di scegliersi la parrocchia. Un tempo chi risiedeva in un determinato territorio frequentava la propria parrocchia (almeno un bella percentuale dei fedeli faceva così). Oggi la moda, soprattutto tra i giovani (impegnati e praticanti) è quella di vagolare alla ricerca della realtà che più aggrada la propria fede. Il vagare - ahimè - non è un semplice cambiare (vado da qui a là e resto parrocchiano di "là”) ma è una cambiare in continuazione. Oggi mi piace quella parrocchia col prete giovane. Poi il prete matura e\o invecchia, e io cambio. Scelgo la parrocchia salesiana perchè da più spazio alle mie capacità. Poi magari mi stufo e voglio il mistico: perfetto vado nel convento o nel monastero + in voga e lì magari vado a vivere i momenti forti dell'anno liturgico: "ah che bella esperienza, altro che....".
Poi magari torno nella mia parrocchia originaria perchè hanno finalmente cambiato il parroco.
.. e si potrebbe continuare! Con altre esperienze di + o - giovani (mi sposo là perchè c'è la chiesa bella, la prima comunione al piccolo gliela faccio fare in quell’altra parrocchia perché ci sta un prete amico mio che…. , etcc)
Dove è finita la comunità cristiana?
Vanno bene le esperienze “extra”, i campi, i ritiri e tutto quanto, ma il vagare di qua e di là alla ricerca di un prete migliore o simpatico, o dell'esperienza + trend rischia di distruggere la comunità. Cosa ve ne pare?
S.R.
Ciò che è stato descritto è vero, ci sono i lati positivi e quelli meno.
Consideriamo che chi "gira" è perchè ha veramente voglia di fare esperienze e di crescere in relazione alla situazione che sta vivendo (gioventù, fidanzamento etc) insomma è comunque interessato...ed anche al tempo di Gesù c'era chi lo seguiva da un posto all'altro...inoltre in un epoca globalizzata e aspaziale, spostarsi di pochi km non crea effettivamente problemi..
Chi non gira, o non è interessato e coinvolto dal punto di vista comunità/spirituale oppure fa parte di quel piccolo gruppo parrocchiale "cementificato" esistente da anni....senza accesso né di entrata né di uscita...
Certo la situazione non è ideale né in un caso nell'altro, io sono una che gira e che ha girato...ho fatto tante esperienze anche molto positive....ma non ho trovato una "mia parrocchia", nella mia effettiva nessuno spazio e nessuna accoglienza....(e me ne dispiace); io vedrei bene per il futuro non la parrocchia con limiti territoriali ma per comunione, dove si possano trovare e ritrovare tutti (dai + giovani agli anziani) gli uni al servizio degli altri in vero spirito di comunità....e condivisione di più carismi...solo così una comunità viva può poi attirare altri.....quello che oggi avviene solo più nei monasteri o comunità (non parrocchiali.)
Rosa Cagnolo