Lettera al Padre

 

Lettera al Padre

 

“Sei al di là di questa mia vita, eppure io ti colgo presente al mio cuore inquieto”. La Persona del Padre e le ragioni della nostra fede emergono come specchi diamantini e cristallini in tutta la loro preziosità dai testi racchiusi nel libro.

Le domande, spesso urgenti e provocatorie, non tralasciano nessuna delle inquietudini che toccano l’umanità attuale. E dalle risposte, dalle lettere, scaturisce la proposta globale che anche la nostra fede offre alle problematiche del mondo moderno. Profondità vertiginose, sì, ma nello stesso tempo così attese e vicine a noi: perché proprio per questo è fatto il cuore dell’uomo.

E rivolgersi dal cuore, con verità e fiducia assoluta, al Padre non è un semplice modo di dire. È accoglienza, è cominciare a vedere persone, cose, situazioni ed eventi nella luce del Padre. In questa luce si disvela pienamente e come senso di tutto anche la stessa paternità umana e responsabile, come una preghiera che esprime tutto il suo vangelo, cioè tutte le promesse di profezia e di accompagnamento. Il filo conduttore di questa “inchiesta sul Padre” tutta tesa alla scoperta del suo volto, si definisce dalle lettere come una ricerca, un cammino, una novità, un desiderio di pienezza e di comparizione, un grido, un attesa …un grazie al Padre.

Queste lettere onorano il padre! Questo concetto può apparire antiquato, soprattutto ai più giovani, o addirittura antipatico, suscita perplessità e talvolta diffidenza.

Ma questo è un pregiudizio ed è necessario andare oltre le parole.

Cercando dietro le parole di queste lettere, noi andiamo veramente oltre e ne ricuperiamo il pieno significato.

Questo onore si esemplifica nel rispetto.

Ma ri-spettare, letteralmente significa “guardare due volte”: guardare una volta, quindi voltarsi e guardare una seconda volta, per arrivare a capire che una cosa o una persona hanno valore, sono importanti e preziose.

Piccole mani al servizio dell’infinito: è un’espressione tratta dalla lettera di Giulia Sanna. Queste lettere, questo libro è proprio così: un’icona splendida per esprimere l’intensità affettiva, spirituale, etica, romantica, suadente racchiusa in questi testi. Piccole mani, come quelle di noi figli, che chiedono un contatto. L’amore supera i silenzi, i pianti, il rinnegare, il fuggire, i fraintendimenti, i saluti rimandati e le carezze taciute: stasera sentiamo così questo padre e sentiamoci come figli. La parabola di “Dio Padre provvidente che pensa ai suoi figli, più di quanto i suoi figli pensano a lui”, presa a prestito dai pensieri del Cottolengo è veritiera. E se il “la” dell’esistenza cristiana sta nel riconoscere e nel credere all’amore del Padre, la sua concreta attuazione e la sua crescita consistono interamente nell’amore, sintesi della vita morale del credente e di qualsiasi persona umana.

Il ricordo di don Barra, in questa cornice letteraria e giovanile, si tinge di colori forti e intensi. Come scrive il signor Gribaudi nella presentazione, don Barra ha dimostrato ai giovani con la propria coerenza di sacerdote e l’ampia severità dei suoi orizzonti, come nulla nasca se non dal molto e come i nuovi frutti attingano linfa del vero sangue del cuore. Queste lettere non sono un grido lanciato nel vuoto a senso unico, scrive Righero nella postfazione, ma il suono di un’interiorità e di una ricchezza spirituale per il mondo giovanile.

E tutto questo fa ben sperare. Osate scrivere al Padre ed egli darà risposta!!!

 

Don Luigi Magnano