
Il legno e l’arte rappresentano un legame indissolubile: su di essi si potrebbero scrivere volumi interi, oltre a quelli che già si trovano in commercio. Probabilmente il dominio assoluto del legno ha subito un’inversione di tendenza soltanto sul finire dell’ottocento, quando materiali come ferro e vetro iniziarono ad essere ampiamente utilizzati nelle costruzioni. Anche se, ancora ad inizio novecento, si può comunque affermare che le città rapidamente ingrandite erano costruite principalmente in legno.
Attualmente il legno è sottoposto ad ampia rivalutazione: citiamo, per informazione, il convegno estivo che si svolge ogni due anni nel Comune di Usseaux, dal titolo “Bosco e territorio”, nel quale si affrontano numerose tematiche riguardanti la filiera del legno: l’utilizzo del legno come combustibile (in travi e in pellets), come materiale da costruzione, per l’arredamento…
Il legno oggi abbellisce e rende più accoglienti case e villette, semplici abitazioni e uffici pubblici, sale comuni, se ne fa un sempre maggior uso nell’arredo urbano per piazze, marciapiedi, parchi…
Nelle tradizioni e mitologie di tutti i popoli, in ogni parte del mondo, è vivace il culto degli alberi: a ciascuna divinità erano, in genere, consacrate una o più piante. A loro volta, numerose piante erano considerate sacre per particolari proprietà o caratteristiche. Più recentemente, nella tradizione cristiana, sono stati ereditati molti aspetti di tali culti e l’albero compare nelle Scritture, nelle parabole, spesso con significato simbolico. Anche nell’ebraismo gli alberi occupano un posto di rilievo, in genere nell’ambito di importanti ricorrenze festive, e nella religione islamica l’albero è ritenuto simbolo della potenza del Dio.
Si potrebbero citare centinaia di testi tratti dalla letteratura di ogni luogo ed epoca, dagli autori greci e latini ai cantautori del secolo attuale: citazioni, poesie, canzoni riguardano il legno come materiale di uso comune, ma soprattutto come elemento vitale (alberi, boschi, foreste).
Già gli autori greci e latini descrivono il legno quale dono prezioso, e Plinio Il Vecchio, così riconosce il lato divino dei boschi:
“Le foreste furono i templi delle divinità (…)
le statue, che brillano d’oro e d’argento,
non ci ispirano più venerazione dei boschi
sacri
e del loro silenzio”
Ma possiamo risalire ancora più indietro nel tempo, in quell’epoca remota in cui gli uomini vissero in simbiosi con gli alberi e ad essi affidavano molte possibilità di sopravvivenza. Un esempio chiaro di quanto fosse stretto il legame uomo-legno deriva dal ritrovamento della mummia Ötzi, tra i ghiacci del Similaun, in Val Senales. Dallo studio dei reperti si è appurato che si trattava di un individuo con approfondite conoscenze tecnologiche, capace di distinguere ed apprezzare le differenze e le proprietà dei vari tipi di legno. La mummia aveva con sé ben 17 tipi di legno diversi. L’arco, ad esempio, era stato costruito in legno di tasso, così come il manico della piccola accetta. La bricolla che portava con sé era costituita da nocciolo e larice, invece le braci per accendere il fuoco nel bivacco erano avvolte in foglie di acero e trasportate in un contenitore costruito con corteccia di betulla.
Questo libro è dedicato alla riscoperta del primitivo rapporto tra l’uomo ed il bosco, tra l’uomo e il legno, ancora così importante nelle aree geografiche, come la Val Chisone, molto ricche di tale materia prima, per secoli indispensabile compagna nel nostro percorso evolutivo.
L’autrice. Serena Maccari, nata nel 1977, è laureata in Scienze Naturali e insegnante di matematica/scienze nelle Scuole Medie. Per alcuni anni ha lavorato con l’”Ecomuseo delle Miniere e della Val Germanasca” presso Scopriminiera come guida locale. E’ Operatrice Naturalistica del CAI e Istruttrice di Escursionismo nell’ambito UISP, associazioni con le quali collabora attivamente da tempo. Con la Società “Arnica” di Torino ha partecipato al ripristino e alla segnalazione di alcuni percorsi turistici, quali “Il sentiero del Plaisentif” in alta Val Chisone e “Un vallone che profuma d’antico” a Gran Dubbione. Ha al suo attivo alcune esperienze come guida turistica alle Isole Tremiti, presso il villaggio del Touring Club Italiano.