Gian Luca Carrega

“Un tempo per ogni cosa”

Effatà Editrice, € 7,00

 

Opera prima di un giovane sacerdote torinese, “Un tempo per ogni cosa” rappresenta una gustosa novità nel campo dell’editoria religiosa, proponendo una rilettura moderna di alcuni brani evangelici che recuperano così molto del loro valore poetico originario.

L’autore, forte dei suoi studi biblici, si muove con competenza sul terreno del vangelo senza però cadere nel didascalico. I quaranta bozzetti che costituiscono questo agile libro (appena un’ottantina di pagine) sono scelti con cura, non per ricostruire una biografia del Cristo, quanto per offrire panoramiche diverse e suggestive sulla vita di un uomo che fece interrogare tutti circa la sua vera identità.

Significativamente la vicenda prende inizio con un Gesù adulto e si conclude poco prima del suo arrivo a Gerusalemme, in un crescendo carico di oscuri presagi circa la sua sorte che lascia ben pochi dubbi sul destino del profeta incompreso. Il congedo è affidato allo sfogo di un discepolo disilluso, che accusa il suo Maestro di aver sollevato molte aspettative ma di non aver ancora dato risposta ai veri bisogni dell’umanità. Eppure anche questa voce, pur nelle sue precise accuse, lascia aperta la porta alla speranza, preludio di una salvezza che sarebbe arrivata in modo del tutto inaspettato. E’ un tratto comune di questi racconti il forte potere evocativo: sono notevoli per quello che dicono e – soprattutto – per ciò che non dicono, ma lasciano immaginare al lettore.

Il pubblico che possiede una certa familiarità con i vangeli sarà in grado di notare alcune sfumature (memorabile il dialogo a Cesarea tra Pietro e Gesù, dove quest’ultimo pronuncia parole che nella Passione sono sulla bocca dei suoi avversari!), ma lo scopo dichiarato dell’autore è avvicinare alla lettura del vangelo nuovi potenziali lettori. Una scrittura piana, ma con punte di vero lirismo, può davvero stimolare nuovo interesse in coloro che hanno snobbato il potenziale narrativo dei vangeli a causa della loro apparente semplicità. Infine, l’ampio spazio dato ai cosiddetti personaggi secondari del vangelo (soprattutto donne!) non mancherà di suscitare riflessioni sul modo in cui gli uomini di ogni tempo, incluso quello odierno, si confrontano con la figura del Cristo.