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ULTIMO AGGIORNAMENTO 06/05/2008

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                                                                                                                                                                        Editoriale

Incidente “non annunciato”

 

Sembra incredibile, eppure è straordinariamente vero: la Chiesa è nata da un soffio. Come l’uomo nacque da un soffio che trasformò fango in vita, fino a diventare uomo. Nata da un soffio in un giorno qualsiasi, in un giorno di ordinaria quotidianità. In un giorno in cui un drappello di uomini, paralizzati dalla paura e asserragliati per paura del mondo esterno, sono stati spinti fuori da una bufera di vento gagliardo. Creati con un soffio, inviati con un soffio!

La Chiesa improvvisa! Lo Spirito mette in bocca a quegli inesperti parole nuove, mai sentite prima! Desta stupore perché spunta all’improvviso, nel momento meno pensabile, dice delle cose stupendamente giganti, si comporta in maniera insolita. E poi è una Chiesa apparentemente maleducata: non ha chiesto a nessuno il permesso di uscire allo scoperto, non ha concordato i modi, non ha discusso sui tempi – finanziamenti – interessi, non ha preteso garanzie in caso di bancarotta. Si è trattato di un incidente. Incidente dalle conseguenze serie stavolta.

Incidente! Incredibile: la Pentecoste è la radiocronaca di un incidente “non annunciato”. Ma tu te la immagini la gente di Gerusalemme: i grandi capi, i dottori, le maestranze varie, le pance decorate al valore civile… Poveracci! Loro avrebbero preferito (anzi, ne erano profondamente convinti) che quegli uomini paralizzati dalla paura rimanessero per sempre inchiodati in casa, così come li aveva scovati il Maestro Risorto. Non avevano calcolato un fattore: la fantasia dello Spirito Santo. Oggi c’è bisogno di spolverare questa parola dalla potenza inaudita. Fantasia, cioè la capacità di creare, il brivido di scoprire, l’astuzia di accendere il cervello, il coraggio di buttarti su strade nuove

Anche tu, stavolta non sfuggi! Il Signore ce l’ha proprio con te. La sua mano tesa ti ha individuato nella folla. Non voltarti indietro e non guardarti accanto. Ecco, risuona un nome: il tuo. Non ti sbagli proprio. È inutile che tu finga di non sentire, o ti nasconda dietro un altro, o ti abbassi per non farti vedere. Quell’indice ti raggiunge e t’inchioda a responsabilità precise che non puoi scaricare su nessuno. Anche tu per evangelizzare il mondo. Anche tu. Non solo, quindi, i missionari doc, magari con tanto di barba, e con tanto fascino d’avventure in terre lontane, non solo i ministri dell’altare o le monache di clausura, o i frati di un monastero contemplativo, o i laici consacrati. Non preoccuparti: non ti si chiede nulla di straordinario. Neppure il tuo denaro. E quand’anche ne avessi tanto e lo donassi tutto, non avresti ancora obbedito al comando del Signore. Perché si chiede da te soltanto che, ovunque tu vada, in qualsiasi angolo tu consumi la tua esistenza, possa diffondere attorno a te il buon profumo di Cristo. Incidente “non annunciato” che fa nascere la fantasia della speranza e dell’amore.

Claudio Chiozzi